Storia di Issah


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Mi sono domandato a lungo se raccontarvi la storia di Issah.
Ho scelto finora di non pubblicare fotografie di bambini o adulti denutriti o sofferenti non volendo speculare sul dolore o su sensi di colpa.
Ora però provo un senso di orgoglio e fierezza nel poter condividere con voi un successo che dà valore alle nostre esistenze.
Issah è un ragazzo di 26 anni che vive in un villaggio a 4 ore di pista da Tamale , dove si trova nostro il Ospedale. Lo abbiamo visitato la prima volta durante una delle consuete missioni itineranti svolte sul territorio con i camion attrezzati. Pesava 49 chili, la parte centrale del viso era devastata da una infezione non curata e resa terribile da un gravissimo diabete di cui non sapeva di essere affetto. Al posto del naso rimaneva un buco attraverso il quale si poteva vedere quel che restava della bocca. Riusciva ad alimentarsi o bere con grandi difficoltà. Anche respirare era un problema.
Sono stati necessari più di dieci mesi di terapie mediche e chirurgiche e finalmente l’infezione è stata debellata e parte del danno ai tessuti del viso è stato riparato. Ora pesa 62 chili, riesce a mangiare e bere quasi normalmente e, anche se deve indossare una mascherina a protezione delle vie respiratorie, è in grado di respirare e parlare soddisfacentemente.
Faremo in modo in modo fornirgli una protesi anche esteticamente valida che gli permetta una vita di relazione più accettabile e che gli protegga al meglio le vie respiratorie.
Abbiamo fatto richiesta per un pensione di invalidità che se accettata gli farà ricevere poco meno di un dollaro al giorno.
Una situazione come quella di Issah non è concepibile in un ambiente come il nostro dove una banale terapia antibiotica ed una normale igiene personale avrebbero troncato sul nascere una patologia del genere. Non così in un villaggio africano con pavimenti e strade fatti di polvere, con acqua che è un liquido rossastro non potabile prelevato da pozzi rudimentali.
Per descrivere quanto l’infezione ha distrutto il viso di Issah e quanto siamo riusciti a fare per lui posso mostrarvi due fotografie. Il “prima” ed il “dopo”.
Sono immagini molto crude che se vorrete vedere dovrete scaricare il PDF allegato a questo articolo.
Un piccolo consiglio guardate per prima la foto del “dopo”.
Grazie per avermi letto e grazie a chi ci ha aiutato a realizzare questo e tanti altri piccoli miracoli e ancora grazie a chi ci aiuterà in futuro.

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