Nell’orchestra… tutti medici


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Un momento del concerto svoltosi a Occimiano

Arte e beneficenza. Un ensemble formato di sanitari
Medici e personale paramedico in concerto: un inedito per il nostro territorio, ma non per la Germania, dove la «Niederbayerisches Arzterorchester», l’orchestra d’archi dei medici della Bassa Baviera, da tempo si esibisce a scopo benefico. E sabato sera il gruppo diretto dal maestro Vit Aschenbrenner ha presentato alcuni brani del suo repertorio nel cortile delle scuole elementari, spaziando da Albinoni (Concerto a cinque) a Dall’Abaco (Concerto a più strumenti), da Stamitz (Konzert quartett A dur op 4/6 ) a Janacek (Scherzo) per chiudere con Haendel (Feuerwerksmusik). Per l’occasione ai tedeschi si sono affiancati i monferrini Andrea Mogni, (percussioni) e i trombettisti Giacomo Alcuri e Franco Iacometti, membri della Banda musicale «La Filarmonica », promotrice dell’iniziativa grazie all’amicizia ventennale tra lo stesso Iacometti, anche lui medico e impegnato con la moglie Amalia Sugliano in una serie di progetti di solidarietà in Africa, e Guenther e Gerlinde Zimmerman, coppia tedesca componente dell’orchestra teutonica. È toccato quindi al complesso diretto dal maestro Paolo Meda deliziare il pubblico con la marcia «Celebrations» di Wim Laseroms, musiche da film quali «Amarcord» e «Gelsomina» di Nino Rota, la celebre «My way» di Frank Sinatra, l’allegro motivo «Happy together», utilizzato per innumerevoli film e pubblicità, e con il medley finale «Musica maestro» e «The Lion Sleeps Tonight’» Il sindaco Ernesto Berra si è complimentato con gli ospiti, omaggiandoli con una targa ricordo e il gagliardetto del Comune e ricordando la finalità dell’iniziativa, volta a raccogliere fondi per la onlus «Le Mete» da destinare alla costruzione di un reparto di Urologia nell’ospedale didattico di Tamale, in Ghana, dove vengono offerte cure a quattro milioni di ammalati provenienti da Paesi estremamente poveri. E dall’Arzterorchester in dono alla «Filarmonica» un raffinato boccale di birra.

Fonte: Il Monferrato del 11.09.2012 articolo di Fernando Debernardis